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Nella regola ci appare come un uomo che è aperto per la parola di Dio.
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“Ausculta – Ascolta” è la prima parola della regola. Con questo comincia il ritorno dell'uomo a Dio. Come studente giovane Benedetto ha lasciato Roma per cercare solo Dio nella solitudine.
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Cristo è il fine e il centro della sua vita. Questo risulta da tanti passi della Regola. Benedetto trova Lui in tutti gli incontri quotidiani: Cristo nel confratello, negli infermi, negli ospiti, soprattutto nei poveri.
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Benedetto ama la comunità. Sa che questa può essere un grande aiuto per trovare Dio. Dopo tre anni nella solitudine, ritorna alla comunità degli uomini. Da questo tempo i primi frati vengono da Benedetto.
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Come abate, Benedetto è padre e maestro dei suoi confratelli. Dà a loro la sua esperienza spirituale e dirige la comunità in bontá e pazienza, ma anche in conseguenza e severità. È cosciente della sua responsabilità.
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Benedetto è il “benedetto” (benedicere = benedire), un uomo della benedizione e della bontà per gli altri. Tramite la sua benedizione si rompe il calice del veleno, con cui i monaci di Vicovaro volevano avvelenare il loro abate. Benedetto lascia Vicovaro.
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Nelle parti di Subiaco, Benedetto fonda 12 monasteri con 12 monaci ogni volta. La sua fama si estende. Questo desta l'invidia del sacerdote Florentius. Benedetto lascia Subiaco e va con qualche monaco a Montecassino.
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Alla fine della sua vita sul monte vicino Cassino ha raggiunto l'apice della contemplazione. “Videva tutto il mondo in un unico raggio di luce” (Dial 35). Il suo cuore è diventato grande.
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Benedetto muore rinforzato con la comunione che ha ricevuto nella chiesa in piedi con le mani alzate.
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